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Pericolo di dissesto
Inserito il 30 ottobre 2008 alle 00:40:00 da dimagin. IT - Politica

L'ammininistrazione comunale, per pagare i debiti...Segue in Dettagli 

L’Amministrazione comunale, per pagare i debiti, continua a far ricorso alle factoring, che non sono altro che operazioni attraverso le quali appaltatori e fornitori di servizi o beni, si fanno anticipare da banche o finanziarie i crediti che vantano verso il Comune e quest’ultimo si impegna a restituirli a rate agli istituti anticipatori.

Così facendo gli amministratori non estinguono i debiti, ma li spostano negli anni a venire, maggiorandoli di interessi non indifferenti,  in modo da poter continuare nella loro opera di mantenimento del consenso a qualunque costo.

Ma forse si sta per toccare il fondo e se si accertasse quali sono i residui attivi ancora esigibili, si arriverebbe al capolinea, oltre il quale c’è solo il dissesto finanziario.

Questo epilogo non fa ritenere credibile l’assessore al bilancio quando, come nel consiglio comunale del 20 ottobre u.s., chiede ai consiglieri comunali di minoranza di contribuire a una politica di risanamento delle finanze comunali, ammettendo una situazione di dissesto finanziario.

Senza pudore, infatti, si è spinto fino ad asserire che uno dei motivi per cui gli amministratori spesso non chiedono lo stato di dissesto, è quello dell’orgoglio, ma ha tentato di scaricare le responsabilità su soggetti esterni all’Amministrazione.

E così facendo ha incominciato con  l’addossare le responsabilità alla società Equitalia alla quale è demandata la riscossione dell’ICI e dei ruoli TARSU, per tacciare successivamente di poca capacità gli amministratori della Terracina Ambiente spa e per concludere con la necessità di ridimensionare la spesa sociale intervenendo sui servizi a domanda individuale.

Come se la drammatica situazione finanziaria non fosse minimamente da ascrivere a incapacità amministrativa e, in particolare, a chi, oltre che city manager, è stato ed è assessore al bilancio.

Solo per restare alla gestione del servizio di igiene pubblica l’inerzia dell’Amministrazione nel pretendere e ottenere che la società rispettasse gli obblighi contrattuali sottoscritti è stata altamente colpevole e incomprensibile.

E ora,anziché predisporsi alla risoluzione del rapporto per inadempienze contrattuali e all’addebito di somme per servizi non prestati, si preoccupa di ricorrere a una operazione di factoring per pagare alla Terracina Ambiente Spa somme che, se compensate con i servizi non fatti, non sarebbero dovute.

Ma come detto in premessa, il ricorso alle operazioni di facoring è una geniale trovata con la quale, dilazionando i pagamenti nel futuro, l’Amministrazione continua a galleggiare su un mare di debiti senza affrontare il problema serio di fronteggiare in modo strutturale la situazione finanziaria, a partire da un serio contenimento della spesa e programmando la stessa  attraverso l’attuazione di reali piani economici di gestione.

Solo in questo modo è, infatti, possibile la responsabilizzazione e valutazione dei dirigenti, ai quali la gestione è affidata per legge e che sono determinanti per una sana gestione delle risorse.

Per restare alla questione factoring, c’è da chiedersi come ancora si trovi disponibilità di credito  e a quale costo e con quali beni garantiamo.

E poiché si garantisce con il patrimonio non essenziale per l’attività istituzionale, diventa davvero urgente che l’Amministrazione dica con chiarezza l’esatta consistenza della situazione debitoria e che renda noto l’inventario dei beni patrimoniali del Comune, la cui consistenza è un arcano. 

.                        Città Partecipata

                           (Il Presidente)

Terracina, 29 ottobre 2008                                            


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