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Perché una commissione per la trasparenza
Inserito il 03 dicembre 2007 alle 20:35:00 da dimagin. IT - Politica

          

Perché una commissione per la trasparenza

In questi giorni, negli ambienti politici della città, è sempre più diffusa l'ipotesi di una ulteriore spartizione.......segue in dettagli 




                                Articolo Pubblicato su Latina Oggi del 04/12/07

In questi giorni, negli ambienti politici della città, è sempre più diffusa l’ipotesi di una ulteriore spartizione tra i partiti di maggioranza con la nomina di un nucleo, per la valutazione dell’attività dei dirigenti e degli uffici, composto da persone esterne al consiglio comunale, senza che, in modo trasparente, siano stati fissati criteri  di professionalità e metodi di scelta.

E, vista l’inutilità della nomina dell’attuale Direttore Generale, l’inefficacia e l’inefficienza dell’Istituzione per i Servizi Sociali e della Terracina  Ambiente, i cui amministratori sono stati scelti solo con il metodo della lottizzazione, non c’è molto da attendersi.

Del resto, a chi fa scelte con metodo incurante della professionalità necessaria per talune funzioni, poco interessa che i circa cinquantamila euro del costo annuale del nucleo di valutazione,come gli appannaggi per il direttore generale e suo apparato,per i consiglieri di amministrazione dell’Istituzione e per quelli di parte pubblica nella società per la nettezza urbana,  li paga la collettività cittadina..

Quelli della trasparenza e efficacia dell’azione amministrativa  sono, purtroppo, concetti ignorati e rifiutati dalla maggioranza votata per governare questa città.

Ci sono state due riunioni di consiglio comunale che sono sintomatiche sotto questo aspetto,in quanto la maggioranza ha rifiutato di discutere la vicenda nota come Ital Telecom e ha respinto la mozione con la quale si chiedeva l’istituzione di una commissione per la trasparenza e per il controllo politico sull’attuazione  delle linee programmatiche  votate dal consiglio comunale.

Non recependo, di fatto,  l’indicazione, che da tale proposta derivava, della necessità  di individuare obiettivi prioritari attraverso tempi e  metodi che favorissero il confronto tra le componenti di maggioranza e minoranza , anteponendo l’oggettività dei problemi a questioni di schieramento politico  e  tentando di approvare il bilancio per il prossimo anno, se non entro il 31 dicembre 2007, come richiesto per legge, almeno nel mese di gennaio 2008 e nella chiarezza massima possibile della  situazione finanziaria, a partire dalla conoscenza dell’esatta entità del debito, cosa ormai sfuggita al controllo degli amministratori 

Ma  la maggioranza ha mostrato, come mostra, di non aver alcun interesse per un bilancio che frenasse la libertà di una gestione senza controllo e che non consentisse una azione amministrativa improntata, come avvenuto fino ad oggi, al clientelismo massimo possibile e alla lottizzazione e spartizione di incarichi e poltrone.

E con una protervia tale da far pensare di voler nascondere chissà quali illegalità .

A chi, ritiene che la morale in un amministratore  dovrebbe essere cosa da presumere, tali comportamenti appaiono ingiustificati e pongono serie perplessità anche in relazione a talune asserzioni fatte nell’ultimo di quei consigli comunali.

Come interpretare, infatti,l’affermazione fatta dal capogruppo di Forza Italia, quando ha giustificato il voto contrario all’istituzione di una commissione per la trasparenza con il timore che la  presidenza sarebbe andata a chi,a suo parere, aveva caratteristiche da poliziotto e atteggiamenti propri di un ispettore?

Non si rendeva conto che la sua poteva apparire come una ammissione implicita di copertura di non so quali atti e che è gergo proprio della delinquenza apostrofare con tale durezza polizia, carabinieri e giudici?

Si potrebbe dire di prendere atto che il popolo ha i governanti che merita,ma oltre che inconcepibile il concetto di resa, è dato pensare che, anche tra i consiglieri di maggioranza, siano sempre più numerosi,anche se ancora pochi, coloro che ritengono che la loro funzione è altra dal tutelare l’interesse spicciolo o personale

 

Terracina, 3 dicembre 2007 

Di Mauro  Gino                 


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